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 Consulenza psicologica on line

Si offre un servizio di CONSULENZA PSICOLOGICA VIA SKYPE, orientato a coloro che si ritrovano impossibilitati a raggiungere uno studio professionale, sono lontani dalla propria residenza in Italia e desiderano ricevere chiarimenti su temi specifici relativi al disagio psicologico vissuto in contesti sia privati che lavorativi, alle difficoltà familiari, alla prevenzione e tutela della salute psicologica.

 In particolare la consulenze on line permette di: 

  • Ricevere il parere di uno specialista su temi inerenti la psicologia individuale, di coppia, la famiglia e le situazioni di lavoro;
  • Definire il problema e riceverne una lettura in chiave psicologica;
  • Individuare quali passi compiere per affrontare e gestire la situazione;
  • Avere ed approfondire le informazioni sulla sintomatalogia, le patologie e la sofferenza psicologica spesse volte connessa anche con stati di malattia organica o modifiche legate al ciclo di vita.

 L'attività dello psicologo online non comprende pratiche di attività psicodiagnostica e psicoterapeutica, in conformità ai principi espressi negli articoli del codice deontologico degli psicologi italiani, pertanto le prestazioni psicologiche online vengono fornite nel rispetto delle norme professionali vigenti in Italia.

 COME ACCEDERE AL SERVIZIO SKYPE

Per accedere al servizio di consulenza via Skype occorre contattare la dott.ssa Magnani via email  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., per fissare la call.

Si accettano pagamenti tramite bonifico bancario o Paypal secondo le istruzioni che verranno fornite.

 

Disturbi d' ansia

Mi capita spesso di vedere pazienti  che giungono nel mio studio  dopo varie corse  al Pronto Soccorso, sorpresi e increduli che un disturbo d’ansia generalizzato o un disturbo da attacco di panico possa causare tutto quel malessere.

Una volta accertata la non presenza  di problemi organici, è difficile accettare che il senso di vertigine o capogiro, la mancanza di respiro , il cuore che esplode nel petto, la paura di impazzire o di morire, l’intorpidimento o formicolio muscolare possano essere causati dall’ansia.

Molto  duri  e difficili da superare appaiono gli attacchi panico e ancor più la paura che essi si ripresentino quando meno ce li aspettiamo e nei luoghi più impensati. Ed ecco che a poco a poco le attività si limitano, non si frequentano più certi posti, non si viaggia, non si fanno sport, l’ansia rischia di  diventare padrona della propria vita,.

Oppure questi tipi di disturbi si esprimono con un’eccessiva preoccupazione per la propria salute, tanti piccoli problemi fisici, continue visite specialistiche, spesso un vissuto di essere poco compresi da chi ci visita, la paura di morire, o anche un’ansia eccessiva per il futuro

Oppure abbiamo delle paure specifiche più circoscritte e forse più facili da controllare: ragni, serpenti, luoghi aperti e affollati, luoghi alti, vomito e contaminazione dei cibi, sangue e ferite, ecc.

I disturbi d’ansia comprendono:

  • disturbo da attacco di panico
  • disturbo d’ansia generalizzato
  • disturbi fobici
  • disturbo post traumatico da stress
  • disturbo ossessivo compulsivo

Lavoro con le persone cercando di comprendere quale equilibrio questi sintomi stanno cercando di mantenere nella vita del paziente. Quali sono quegli aspetti che se la persona potesse modificare risulterebbero in opposizione al sistema di appartenenza , approfondisco la dimensione del controllo e assenza di controllo, quali significati personali profondi non hanno trovato un modo più consono di espressione se non attraverso l’ansia e  come dar loro voce con modalità conciliabili nella vita quotidiana.

Disturbi depressivi e dell’umore

Anche nel linguaggio comune spesso si utilizzano le espressioni “sono depresso”   , “ lui è un bipolare”, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su questi termini che si riferiscono a quadri psicopatologici specifici e cerchiamo di comprendere come ci si sente e cosa si prova. A tutti è capitato di essere un po’ giù di tono e di umore ma non per questo ci si può definire depressi, oppure sperimentare in certe situazioni euforia, energia, voglia di fare ma non per questo si rientra in un disturbo maniacale o bipolare.

I disturbi dell’umore si manifestano appunto con delle alterazioni dell’umore che possono esprimersi con episodi depressivi, la Depressione Maggiore (durata di due settimane) oppure con periodi prolungati di due anni ed oltre, il disturbo distimico.

I disturbi bipolari sono invece caratterizzati oltre che dai sintomi depressivi anche da umore maniacale o ipomaniacale.

I disturbi dell’umore possono essere indotti anche da sostanze o determinati da una condizione medica generale. Si può reagire con uno stato depressivo anche di fronte ad un evento grave (es. perdite, lutti, cattive notizie ecc.)

 I sintomi legati alla depressione sono:

  • stanchezza, astenia ma anche agitazione ( impossibilità di stare fermi) e irritabilità
  • perdita di interesse e di motivazione
  • difficoltà di concentrazione, di memoria, di decisione, pensieri rallentati
  • insonnia o ipersonnia
  • tristezza, senso di svalutazione o di colpa, disperazione
  • pensieri e tentativi di suicidio
  • perdita di appetito o iperfagia

 i sintomi maniacali sono:

  • autostima elevata e grandiosa
  • ridotto bisogno di sonno
  • loquacità
  • facile distraibilità
  • pensieri veloci o fuga delle idee
  • agitazione psicomotoria
  • irritabilità
  • eccessivo coinvolgimento in attività senza valutazione delle conseguenze ( es. il gioco, shopping, attività sessuale, affari, ecc.)
  • perdita del senso di pericolo e rischio

 L’ipomaniacalità è caratterizzata da un periodo più breve di presenza dei sintomi e da una minor compromissione della vita sociale e lavorativa della persona.

Anche il disturbo ciclotimico alterna per almeno due anni episodi ipomaniacali ed episodi depressivi che non possono essere inquadrati nel disturbo depressivo maggiore.

Per una diagnosi accurata bisogna risvolgersi ad uno specialista, spesso la persona depressa incontra molte difficoltà a chiedere aiuto e continua a sprofondare nella sua sofferenza, mentre l’ipomaniacale o il maniacale quando si trovano in questa fase stanno bene e non si ritengono bisognosi di aiuto, d’altra parte i bipolari o i ciclotimici quando si trovano in fase depressiva possono rimpiangere e soffrire perché non stanno più come prima e sono alla ricerca delle forti sensazioni.

Si rimanda per una trattazione completa dei disturbi dell’umore al DSM 5, Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi Mentali, Raffaello Cortina Editore.

Disturbi del comportamento alimentare

Negli anni ’80 quando in Italia fecero la loro comparsa erano patologie di grande effetto per la sintomatologia e per la tipologia di relazioni che presentavano e come testimonianza di un contesto sociale occidentale. Oggi sono molto conosciuti e comprendono:

  • L’anoressia
  • La bulimia
  • Il Binge eating disorder

 Non più prerogativa femminile ma incontrano, anche se con minor incidenza, anche il genere maschile. Spesso sono disturbi che si manifestano in età adolescenziale ma anche nella preadolescenza. Appartengono alle società occidentali, hanno radici profonde nelle famiglie di origine e nei processi di individuazione personale, spesso, oltre a d un monitoraggio dei parametri fisici e fisiologici, richiedono un intervento psicologico individuale e familiare per comprendere e affrontare i significati profondi di cui sono portatori.

Il valore della persona è legato all’immagine fisica, tutto è concentrato sul controllo dell’alimentazione, del peso, vi sono spesso delle percezioni distorte del proprio corpo, sempre troppo “tondo” rispetto un indice di massa corporea =17del peso

Il basso peso corporeo nella anoressia rappresenta gravi rischi per la salute, mentre nella bulimia viene mantenuto un peso attorno alla norma grazie alle abbuffate e al vomito auto indotto, all’ uso di lassativi e di diuretici.

I binge eating disorder non soddisfano tutti i criteri diagnostici dell’anoressia o della bulimia (v. DSM V) ma presentano diete ristrettive, eccessivo controllo dell’alimentazione e del peso corporeo, comportamenti alimentari poco liberi, accompagnati a bassa autostima e disturbi dell’umore.

 

Disturbi somatoformi

E’ oramai superata la concezione che psiche e soma siano divisi: un problema fisico incide sui nostri pensieri e stati d’animo, un pensiero o un’emozione positiva generano modificazione fisiologiche nel corpo, così come quelle negative.

Il corpo parla sempre , attraverso i comportamenti ma anche attraverso i suoi segnali. Spesso si ricercano le cause che determinano il dolore fisico, il malessere , ma gli esami risultano negativi o perlomeno lo stato accertato non è così significativo da poter spiegare il sintomo riferito.

Molti disturbi dermatologici quali la psoriasi, l’alopecia, le dermatiti, l’acne, la vitiligine, l’orticaria, l’herpes, trovano beneficio nel trattamento se affrontati anche con una terapia psicologica. Non dimentichiamo nemmeno i disturbi gastro-intestinali; i nostri stomaci e intestini talvolta sembrano rielaborare ed esprimere ciò che la nostra mente non riesce a fare!

I disturbi somatoformi si distinguono in:

  • Disturbi da somatizzazione: la persona presenta una reale preoccupazione per la salute e accusa dolore in diverse parti del corpo, non sostanziato in modo esauriente dai referti medici, sintomi gastrointestinali, sintomi che interessano anche la sfera sessuale, sintomi neurologici ( mal di stesta, nodo alla gola, perdita di sensiblità tattile ecc) .
  • Disturbi da conversione: vi è compromissione della vita social e lavorativa, è caratterizzato da deficit motori relativi alla coordinazione, l’equilibrio, la paralisi, perdita di sensibilità tattile , sordità ,cecità, visione doppia, afonia , difficoltà a deglutire. I sintomi non sono simulati.
  • Disturbi algici: è prevalente il dolore, vi è compromissione dell’attività lavorativa e sociale, il dolore non è simulato ma diviene la preoccupazione principale nella vita della persona
  • Ipocondria: si manifesta con un’eccessiva preoccupazione per la propria salute, spesso i piccoli malesseri vengono ingigantiti. Le persone si sottopongono a ripetute visite ed esami anche invasivi che non danno alcun esito , sono alla ricerca di continue rassicurazioni, accompagnati da un vissuto, il più delle volte, di sentirsi poco compresi dai medici, dai familiari. Vi è la paura di morire, la paura di essere malati e di contrarre malattie gravi.
  • Dismorfismo corporeo: si attribuisce eccessiva importanza ad una piccola anomalia fisica. Ciò crea disagio significativo nel funzionamento sociale, lavorativo o nella vita privata. Spesso si può ricorrere alla chirurgia estetica, ma ben presto il problema può ripresentarsi su un’altra parte del corpo.

Consulenza e  Psicoterapia di coppia

Un periodo di crisi nella coppia  è un evento frequente che può riguardare le diverse fasi del ciclo di vita (matrimonio, nascita dei figli, traslochi, periodi di lontananza, lutti in famiglia ecc), ancor più spesso può riferirsi ai movimenti evolutivi di uno dei due partner che non trovano corrispondenza nell’altro.

La coppia non è la integrazione di due individualità, ma continua ricerca di soddisfazione dei bisogni della coppia e delle singole individualità.

Un percorso di consulenza può servire per aiutare a comprendere i meccanismi relazionali e comunicativi in atto e che mantengono i giochi relazionali causa di sofferenza per uno od entrambi i partner.

Un percorso di terapia di coppia permette di comprendere in profondità gli intrecci delle personalità, le premesse e i bisogni su cui la coppia si fonda, quali vincoli e quali blocchi ancora tendono a  tenere insieme il legame.

Consulenza e terapia della famiglia

La famiglia è intesa come un sistema dove la persona portatrice di un sintomo in realtà  esprime un malessere dell’intera famiglia.

Lo spazio terapeutico diviene l’occasione per il dialogo e il confronto su ciò che finora ha trovato modo di esprimersi solo attraverso il disagio e la malattia, legittima i bisogni dei singoli, attua una comprensione profonda delle relazioni, ripristina l’evoluzione positiva di un sistema  considerando i cicli di vita di ogni membro e ridefinendo i confini di ruolo.

Le sedute si svolgono con tutti i componenti o solo con alcuni in relazione alla diagnosi del sistema.